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Shaman Records presenta Waitz

2020-06-02 18:53

Shaman Records

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Shaman Records presenta Waitz

Shaman Records presenta Waitz

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Potresti dire ai lettori del nostro blog come è nata la tua passione per questo genere musicale?

 

Inizialmente mi sono appassionato a electro e UK breakbeat, poi l’interesse per la musica house e techno è venuta naturalmente con il corso degli anni, grazie anche ai pomeriggi passati a mixare i vinili di alcuni amici che avevano iniziato prima di me.

 

Quali artisti hanno influenzato la tua musica? Qual è stato il momento in cui hai realizzato di voler diventare dj?

 

Sicuramente i Prodigy hanno avuto grande influenza sul mio gusto musicale: ritmi break, sample cutting, il suono raw, sono tutti elementi delle mie produzioni che derivano da quel tipo di background, come allo stesso modo la musica hip-hop di Delasoul, Nas, KRS-One, DJ Premier, solo per citarne alcuni.

 Ho cominciato ad interessarmi al djing guardando i miei amici che avevano già serate in giro per la zona e adoravo l’idea di creare un djset tutto mio. Dopo qualche anno, il bisogno di produrre musica è venuto naturalmente.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai delle nuove releases in programma?

 

Purtroppo, il momento storico non è dei migliori: secondo me ci sarà un reset completo. Ho sfruttato questi mesi per sperimentare, cambiare un po’ rotta rispetto agli ultimi anni; il mercato è saturo, bisogna cercare di evolvere la musica degli ultimi anni in qualcosa di nuovo, diverso.

Questo è il momento giusto per provarci, ed è un invito a tutti i produttori lì fuori.

Per il momento, ho un EP firmato con Rawsome Recording, etichetta su cui ho già rilasciato musica negli anni scorsi. Sto facendo musica per il solo piacere di farla in questo momento, senza pensare a etichette da ricercare e contattare.

 

Ci sono artisti in questo periodo, emergenti e non, che tieni sottocchio?

 

Ci sono ormai decine e decine di talenti che meriterebbero un po’ di visibilità in piu: purtroppo la qualità non sempre è ripagata come dovrebbe, ma sicuramente tutti possono togliersi le proprie soddisfazioni.

Uno dei giovani che mi ha impressionato per la velocità con cui ha scalato le classifiche in poco tempo è SOSA, un ragazzo inglese che ha trovato il suo suono in pochissimi mesi, non è da tutti, ma anche Litmus e il mio amico Federico Ambrosi che si sta togliendo delle grandi soddisfazioni, tutte meritate.

 

Cosa consiglieresti ad un artista alle prime armi che vuole entrare a far parte di questo mondo?

 

Ormai i consigli sono sempre i soliti e ripetitivi, ma rimangono validi: non avere fretta, lavorare sul proprio sound, e sentire più musica possibile, di tutti i generi. Non si può mai sapere da dove può arrivare l’ispirazione. La cosa principale è rimanere sé stessi, non trasformare il proprio stile per raggiungere degli obbiettivi immediati, ma lavorare sul lungo periodo. prima o poi le soddisfazioni arrivano.

 

Che consigli potresti dare ai lettori riguardo la produzione musicale?

 

La produzione, come tutte le cose, richiede passione e sacrificio: nottate intere in studio per anni, magari rinunciando ad uscire e rintanandosi in camera davanti al pc per provare a creare qualcosa.

All’inizio può risultare sicuramente frustrante se tutti i sacrifici sembrano non essere ripagati, ma con la perseveranza, si può star tranquilli, tutte quelle ore non saranno mai state inutili.

Fare musica è per sé stessi: sembra banale, ma è la cosa che tutti noi dovremmo.

 

 

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